Ritengo opportuno dare alle stampe questa breve storia della Destra a Custonaci per due ragioni principali.
La prima, perché si deve alla Destra missina se Custonaci, questa cittadina sita nell’estrema punta della Sicilia occidentale, in provincia di Trapani, è potuta assurgere più volte, nell’ultimo cinquantennio del Novecento, alle cronache politiche nazionali. È la Destra missina infatti che, pur discriminata politicamente, pur combattuta da tutte le forze politiche con ogni mezzo lecito ed illecito, ha il grande merito di aver fatto sventolare più volte, a far data dal 1960, il vessillo della Fiamma tricolore sul più alto pennone del comune, creando per i tempi che correvano un vero e proprio “scandalo”. Ed è sempre la Destra missina che, sia pure con la guida carismatica di un politico quale Dino Grammatico, ha raggiunto - con riferimento alle medie elettorali nazionali del Partito che, al tempo, erano del 5 % e del 6 % - punte percentuali del 48 % e 49 %, ovviamente destando grande stupore tra gli osservatori politici, tra i partiti avversari e anche all’interno del Partito.
Giorgio Almirante non solo gratificherà il Movimento Sociale Italiano di Custonaci dell’appellativo di fiore all’occhiello del Partito, ma dirà anche, rivolto ai dirigenti: “Spero che tutta l’Italia si accinga a diventare una Custonaci, vale a dire che il vostro esempio, che per tanti anni è stato un esempio solitario, diventi norma o comunque quasi norma in ogni parte d’Italia”.
La seconda, per un omaggio doveroso al coraggio con cui la popolazione di Custonaci ha guardato alla Fiamma tricolore fin dal suo apparire, ritenendola subito forza politica capace di essere alternativa al regime che si andava instaurando in Italia e che a Custonaci prendeva di già la forma dello strapotere politico, per non usare altra espressione.
E quello della gente di Custonaci è coraggio vero. La popolazione avrebbe potuto benissimo scegliere la strada dell’adeguamento alla situazione, la strada del conformismo, la strada dell’interesse personale, eccola però in larghissima parte indirizzarsi verso un partito diverso da quelli in lizza, eccola porsi, senza esitare, addirittura contro corrente.
Coraggio vero e coraggio intelligente. La gente percepì subito che un regime che si teneva in piedi con l’assistenzialismo e, soprattutto, con un clientelismo che spesso diventava anche nepotismo, non poteva finire bene e avvertì al tempo stesso che della Destra missina ci si poteva fidare, in quanto impostava la sua battaglia politica sui grandi valori umani e civili e sul bene della comunità.
Queste pagine, quindi, vogliono rendere onore alla Destra missina, ma onore anche alla gente di Custonaci, tanto laboriosa, intelligente, generosa.