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Era a mio modo di vedere quanto meno doveroso, nell’ambito delle celebrazioni per il centenario dalla nascita (1908-2008), dare alle stampe questa raccolta dei discorsi tenuti da Angelo Messina nell’ambito della Gioventù Italiana di Azione Cattolica “San Ferdinando Re” di Custonaci dal 1934 al 1944.
I quaderni, da cui sono stati tratti i testi che seguono, fanno parte del suo archivio documentario personale, già rilevato peraltro dalla Soprintendenza Archivistica per la Sicilia (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) che ha riconosciuto dopo un attento esame che ‹‹le carte di Angelo Messina, dirigente politico e sindacale, nonché già Consigliere Comunale di Erice e Sindaco di Custonaci, organizzatore e protagonista dell’associazione giovanile “San Ferdinando Re”, meritano una particolare fruizione da parte degli studiosi e dei giovani››
Ed appare chiaro, in tal senso, il disegno che si è voluto portare avanti nel valorizzare, ed al contempo nel divulgare, un patrimonio archivistico che “spiega”, fin dalle premesse, quella straordinaria stagione dell’immediato dopoguerra che va sotto le insegne dell’Autonomia amministrativa. Si è iniziato, infatti, nel 2002 con la presentazione della sua biografia (“Angelo Messina” - L’impegno politico e civile ed il contributo per l’erezione di Custonaci a comune autonomo) e si è proseguito nel 2006 sottolineando la nascita, nell’alveo dell’Azione Cattolica, del senso di appartenenza di alcuni giovani verso la propria borgata (“L’esperienza della S. Ferdinando Re” - I prodromi dell’Autonomia amministrativa di Custonaci).
Oggi ritengo che con questa pubblicazione si chiude, per certi aspetti definitivamente, quel ideale percorso che ambiva a preparare non solo il terreno per l’importante ricorrenza del centenario di Angelo Messina, ma anche, evidentemente, a far conoscere, soprattutto ai più giovani, un momento così centrale nella storia recente della cittadina collinare.
Non a caso le pagine che seguono ci fanno rivivere l’atmosfera degli anni pre-autonomia che, inquadrati nella prolifica realtà del Santuario dedicato alla Vergine, dovevano dar vita, a distanza di qualche tempo, alla prima classe dirigente della “futura” Custonaci. Alla cui guida si poneva lo stesso Messina che avrebbe saputo caratterizzare, attraverso la sua attività politica svolta per circa un quindicennio (1946-1960), la storia di un territorio e la storia della sua popolazione. Quest’ultimo infatti ebbe modo, proprio grazie alle comuni origini nell’azionariato cattolico, d’intrattenere, ai fini dello sviluppo socio-economico dell’ormai ex-borgata ericina, proficui rapporti interpersonali con i vertici istituzionali dell’epoca, sia a carattere regionale (On. Di Blasi, On. Restivo etc..) che nazionale (On. Bernardo Mattarella).
Per tutti questi motivi ritengo che la presente pubblicazione rivesta un’indubbia importanza nell’ambito della riscoperta delle radici storico-culturali di Custonaci. La riscoperta a cui mi riferisco non è certamente fine a se stessa, ma è piuttosto finalizzata a considerare l’identità territoriale come un valore aggiunto. Solo in questo modo, infatti, sarà possibile mettere in moto un imponente processo culturale capace, in primo luogo, di sviluppare quel senso di appartenenza verso la propria Terra natia (o piccola Patria ), ma altresì capace, successivamente, di far maturare quel sano orgoglio che si pone ineluttabilmente alla base di quel impegno sociale e civile indispensabile per garantire la crescita della comunità in cui ciascuno di noi è chiamato, quotidianamente, ad operare. In tal senso appare scontato ripartire dal passato per pianificare il futuro !!!
Un futuro luminoso degno di un lembo di Sicilia che si è saputo contraddistinguere non certamente per la presenza di attività criminose, quanto piuttosto per dare vita ad un’attività industriale che ancora oggi è indiscutibilmente il pilastro economico dell’intera provincia di Trapani.
Ancora una volta, infine, mi sento in dovere di ringraziare l’I.S.S.P.E. (Istituto Siciliano di Studi Politici ed Economici) che continua ad essere sensibile alle dinamiche storico-culturali della nostra Isola, nel tentativo di valorizzare luoghi e personaggi, anche a carattere locale, che nel loro piccolo hanno certamente contribuito a fare grande la nostra Terra. In tal senso ritengo significativo concludere questa breve introduzione con un passo, tratto dal volume sulla “S. Ferdinando Re”, del Vescovo di Trapani Mons. Francesco Miccichè: ‹‹Angelo Messina è stato uno di questi uomini della Provvidenza che nel suo piccolo ha fatto storia, una storia bellissima che mostra il cuore vero di un popolo che è cresciuto intorno al suo Santuario, che deve la sua identità alla sua fede nella Madre di Dio da secoli venerata in tutto l’Agro Ericino››.